Pere alla vaniglia cotte nel Vin Santo


Pere alla vaniglia cotte nel Vin santo

Version française de la recette en bas

Era il 1° ottobre del ’73, quando  iniziai le  scuole superiori. Le mattine erano fresche e buie mentre mi svegliavo presto per andare all’istituto commerciale. Quel primo ottobre li’, di quell’anno li’, cominciai a frequentare il primo anno ed era stata una grande conquista per me. Una buona parte delle mie compagne delle medie scelsero come indirizzo la scuola magistrale ed io no, io non mi vedevo fare la maestrina, altre scelsero il liceo scientifico, ed io invece no, io ero antipatica ai professori di matematica, era la matematica che proprio non mi andava giu’. Io volevo fare altro…ma questo “altro” era a 35 km di distanza da casa e con i genitori un po’ all’antica ( mia mamma forse, un tantino più di papà) non volevano farmi fare tutti questi chilometri da sola,” una ragazza da sola che deve prendere il treno alle 7 del mattino!!!!! no, assolutamente no!!!!” – ooooppure te ne stai in colleggio dalle suore :(,…..d a l l e s u o r e ?… oh middio!!! si perché no? infondo quello che mi interessava era studiare e diventare una brava segretaria commerciale e poi….e poi si vedrà.

Pere alla vaniglia cotte nel Vin Santo

La vita in colleggio era pessima, stavo male tutti i giorni, mi appartavo, non riuscivo a studiare e soprattutto non mangiavo nulla. Tutto era di terza o forse di quarta categoria, tutto era disgustoso in mensa( nello scabbuzzino delle riserve; sbirciando un giorno, notai  la  pasta contenuta in grandi sacchi da 10 kg o più,  ci si poteva fare una cultura sulle muffe, le farfalline e insetti vari). Stavo bene solo quando andavo a scuola, le suore mi accompagnavano e mi venivano a prendere. Il rientro era orribile,  costretta a studiare in una grande aula con più di 40 ragazze che leggevano ad alta voce ed ogn’una una materia differente. Io ero sempre più magra da farmi spavento solo guardandomi allo specchio. Tiravo fuori sempre una scusa per non mangiare e poi…di noscosto adavo nella mia camera, nell’armadietto segreto e ben chiuso a chiave…. evvvvia con il pane e nutella e le pere cotte che mia madre mi dava in un boccale…lei diceva che facevano bene…erano buonissime succose e piene di sciroppo zuccherato. Quelle pere cotte mi ridavano l’energia per poter continuare a immaginare la mia fuga. E cosi’ é stato. Dopo 15 giorni di sofferenza riuscii a scappare con l’aiuto di un amica esterna che veniva a trovarmi, le suore non erano poi cosi’ attente durante le visite  domenicali, sempre in chiesa a pregare. Non ricordo come , ma  ricordo bene che l’impresa riusci’. Attraversato l’enorme cancello verde  aperto per le visite, di corsa alla stazione vicina , il treno per il ritorno a casa era sul binario 5. Ero una bimbetta piccola ma furbetta e coraggiosa. A casa la sorpresa spiacevole o forse piacevole di vedermi e la conseguente denuncia per le” monache distratte” e avvelenatrici. Convinsi  i miei genitori. Nella mia classe sez. A del primo superiore dell’Istituto commerciale di Paola eravamo “appena” 35 alunne , di quell’anno li’…., siamo arrivate al traguardo dopo 5 anni solo 10 ragazze  con ottimi voti …ed io c’ero.

Pere al vin santo e vaniglia
Pere  alla vaniglia cotte nel Vin santo
4 pere Comice
un limone
250 ml di vin santo
200 ml di acqua
4 cucchiai di zucchero di canna
1 baccello di vaniglia

Sbucciate le pere senza togliere il gambo. Sfregatele con metà del limone in modo da impedire che diventino scure. Mettete il vino e l’acqua in una casseruola che possa contenere le pere immerse nel liquido. Aggiungete lo zucchero e fate sciogliere a fuoco basso. Aggiungete il baccello di vaniglia diviso in due nel senso della lunghezza. Mettete le pere ed il succo del mezzo limone. Fate cuocere lentamente 10 minuti finché i frutti siano teneri. Toglieteli dalla casseruola e riservatele. Fate ridurre della metà lo sciroppo, sul gas a fuoco basso, per non far disperdere i granelli di vaniglia. Versate lo sciroppo con la vaniglia sulle pere servendole tiepide o fredde accompagnate da una pallina di gelato alla vaniglia o semplicemente con della panna montata.

Version française
Pere alla vaniglia cotte nel vin santo
Poires pochées à la vanille
4 poires Comice
250 g de vin doux ( Vin Santo – vin toscan)
200 ml d’eau
4 c à s de sucre roux
1 gousse de vanille fendue dans la longuer
1 citron

Pelez les poires en gardant la queue. Frottez la moitié du citron et son jus sur le fruits pour l’empêcher de noircir. Mettez le vin et l’eau dans une casserole où le poires pourront tenir droites. Ajoutez le sucre, puis faites cuire jusqu’à ce que le sucre fonde. Ajoutez la gousse de vanille fendue, les poires et le jus de citron. Faites mijoter 10 min jusqu’à ce que les fruits soient tendres mais fermes. Retirez-les avec une écumoire et reservé sur en plat de service.
Faites bpuillir le liquide de cuisson 10 min et réduire de moitié jusqu’à obtenir un sirop.
Versez le sirop sur les poires. Laiisez refoidir et servez à température ambiente ou froid avec de la glace à la vanille ou de la crème fraîche.

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